Istituzioni e Servizi
- Giunta e Consiglio
- Polizia municipale
- Anagrafe
- Servizi segreteria e protocollo
- Ragioneria
- Ufficio tecnico
- Modulistica
- Regolamenti
Procedimenti e Servizi On Line
In Evidenza
- Eventi
- Link Utili
- Servizi ai cittadini
- Trasparenza, Valutazione e Merito
- Patto locale di sicurezza integrata
- Assistenza over 65
- Posta Elettronica Certificata - PEC
- Imposta di soggiorno


La Morra - Presso la Cantina Comunale le opere di Roberto Albeltaro
Alla ricerca della verità di fronte alla natura che è mistero, con le sue bellezze ed i suoi enigmi.
La sala espositiva della Cantina Comunale di La Morra ospiterà dal 29 ottobre all’11 novembre la mostra personale dell’artista Roberto Albeltaro, dal titolo “Dalla pianura alle Langhe”.
Roberto Albeltaro è nato a Vercelli, dove tuttora vive e lavora, nel 1940. Ha all’attivo venticinque anni di pittura, di esperienze nel campo dell’arte figurativa, di ricerche che hanno trasformato e impreziosito la sua esperienza.
Ha iniziato la sua attività facendo parte del “Piccolo Cenacolo degli artisti” di Vercelli ed esponendo nelle collettive ivi organizzate fin dal 1969.
È stato allievo di Cesare Libano e seguace della scuola ottocentesca vercellese.
Ha preso parte a diverse manifestazioni artistiche ricevendo ambiti riconoscimenti in campo nazionale. Dal 1972 ad oggi ha allestito più di ottanta mostre personali. La sua pittura è legata principalmente alla natura e ai suoi elementi. L’artista è alla continua ricerca di “verità” di fronte alla natura che è mistero, con le sue bellezze ed i suoi enigmi.
Ha seguito in pittura le “sue” regole sul binomio “luce e colore”, associate all’atmosfera del paesaggio, senza tener conto della perfezione dell’immagine dipinta, cercando piuttosto la concretezza, l’espressione e l’interpretazione di ciò che vede. E’ convinto che per un paesaggista la “natura” sia la vera maestra: per questo continua ad indagarla ed interpretarla con sincerità.
“Il suo tema preferito è quello del paesaggio al quale ha sempre guardato con un severo rigore artistico, riflettendo lo stupore di improvvise scoperte e le emozioni di suggestioni particolarmente toccanti ed esaltanti. Riflettendo soprattutto lo stato d’animo di rispettosa trepidazione dell’uomo di fronte alla immensità del creato, alla infinita e cangiante bellezza della natura”, scriveva Giuse Betti nel 1973.
Scrive invece Angelo Gilardino in tempi molto più recenti: “Molto attento ai valori della luce, il pittore ha spesso cercato le radiose fioriture arboree, i riflessi del cielo nelle acque, le nuvole leggere e mosse dal vento, il manto delle nevicate”.
La mostra sarà visitabile ogni giorno, tranne il martedì, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, con ingresso libero.






















