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La Morra - Giampaolo Leo espone presso la Cantina Comunale
La sala espositiva della Cantina Comunale di La Morra ospiterà dal 24 luglio al 6 agosto la personale dell'artista Leo Giampaolo intitolata “L'avventura cosmica con l'oggetto quotidiano”.
Leo Giampaolo è nato a Torino, dove vive e lavora, nel 1937. Inizia l’attività artistica nel 1963 alla Mostra d’autunno del Piemonte Artistico di Torino. Nel 1964 è segnalato al Premio Marche.
Nel 1965 è premiato alla centoventitreesima esposizione della Promotrice Belle Arti a Torino; nello stesso anno è invitato a Parigi al Salon de Mai dedicato alla giovane pittura.
Dopo la prima personale presso L'Ambasceria di Padova a Milano altre personali si susseguono.
Dal 1956 per venti anni ha fatto parte della Direzione Stampa e Pubblicità della Fiat.
Successivamente con una propria Agenzia pubblicitaria ha svolto impegni per importanti industrie in Italia e all’estero.
Oggi, oltre all’attività artistica è anche attivo come pubblicista free-lance.
La naturale evoluzione e maturazione del percorso artistico, oltre alla consapevolezza di avere sperimentato la possibilità di dominare le tecniche più disparate, dal disegno alla pittura, dalla stilizzazione al realismo oggettuale, lo portano infine alla decisione di riprendere l'attività espositiva nel 2010 presso la Galleria Martorano di Torino.
Come ha scritto di lui il critico Carlo Munari:
“Giampaolo ha sempre voluto estraniarsi dalle contraddizioni artistiche di questo nostro tempo e dalle cosiddette tendenze per rimanere nel campo dei solitari sognatori.
Dopo le prime esperienze legate alla metafisica, come la serie dei “guerrieri in lotta”, alla fine degli anni sessanta, in contrapposizione alla crisi di natura della vita contemporanea, considerò un'idea di spazio freddo e lontano e simbolicamente affidò ad esso la bellezza delle cose, anzi l'essenza delle semplici cose.
Consapevole che l'oggetto metafisico è destinato a durare più a lungo dell'uomo, quindi idoneo a rappresentarne la memoria, scelse la forma di espressione tra le cose del semplice travaglio della nostra vita quotidiana come piatti, posate e bicchieri senza scordare tuttavia la consuetudine alienante del consumo delle cose stesse come può essere una mela, una pera o un grappolo d'uva, oppure il ricordo struggente della bellezza di una rosa.
Questi oggetti, così sottratti con poetica memoria al loro uso domestico, sembrano rivendicare una loro autonoma esistenza estraniandosi dal mondo a dispetto del trascorrere del nostro tempo.
La sua pittura è finzione lirica di un'avventura cosmica, priva di gravità, mediata con la speranza – o illusione – di testimoniare un atto d'amore”.

La mostra sarà visitabile con il seguente orario: 10-12,30; 14,30-18,30; chiuso il martedì. L’ingresso è libero.






















